Era da molti anni che non partecipavo ad un viaggio di istruzione; l’ultima volta mi ero demoralizzato dal comportamento dei miei giovani studenti (una prima o una seconda, non ricordo) e mi ero ripromesso di non partecipare più a questa esplosione di stupidità che accompagna spesso questo tipo di viaggi.
In effetti molti studenti considerano il viaggio di istruzione come il momento per scatenare i più reconditi istinti animaleschi: è necessario non dormire, passare il tempo a fare cretinate assolutamente inutili.
Per una serie di combinazioni questa volta ci sono cascato, non per la mia classe: una quinta con la quale non ho avuto nessun problema, anzi il viaggio è stato un momento di piacevole condivisione; ma per l’accoppiata con cinque seconde dell’istituto, accoppiate poiché l’ipotizzata gita a Parigi con la quinta non si è riuscito ad organizzarla con prezzi accettabili da parte degli studenti.
I colleghi accompagnatori erano perfetti, non abbiamo avuto problemi tra noi, da questo punto di vista è stato un successo.
Urbino, Frasassi e Fabriano erano le mete del viaggio.
La notte all’albergo è iniziato il solito programma: non si dorme, se si può si fuma, beve eccetera…. Nulla di grave è successo, probabilmente qualche nota e/o sospensione, qualche richiamo, ma nulla di grave.
I miei hanno passato varie orette a chiacchierare in camera fino a notte fonda, come facevo quando avevo la loro età, mi ricordo notti a casa di amici, verso la fine dell’anno, a raccontarci tutto, e a fare progetti per l’incerto futuro.
Per quanto riguarda ciò che abbiamo visto la galleria delle Marche al palazzo ducale di Urbino è stata buona, ottime le grotte e interessante il museo di Fabriano anche se gli studenti non sono apparsi particolarmente interessati; la quinta ha mimetizzato bene e si è comportata correttamente, i ragazzi di seconda a volte hanno fatto la figura dei bufali addormentati.
Ci siamo fatti una bella foto alle grotte di Frasassi e al ritorno sono andato in fondo a cantare con la mia classe.
Verso la fine un sottilissimo velo di tristezza ha pervaso i ragazzi poiché hanno realizzato che è la loro ultima gita di classe; fra poco più di un paio di mesi il loro gruppo, che per cinque anni è andato avanti, con alti e bassi, ma in ogni caso condividendo molte cose in un’età dove gli altri sono importanti, si scioglierà e ognuno andrà per la propria strada.
Finisco con un augurio a Stefania, Claudia, Diego, Eleonora, Julie, Arianna, Veronica, Drilona, Consuelo, Debora, Irene, Chiara, Filippo e naturalmente anche a Caterina, Lucia e Anna, che non erano in gita, di un bellissimo e sereno futuro e che non dimentichino questi anni, che possano rimanere amici anche fuori dalla scuola.
In effetti molti studenti considerano il viaggio di istruzione come il momento per scatenare i più reconditi istinti animaleschi: è necessario non dormire, passare il tempo a fare cretinate assolutamente inutili.
Per una serie di combinazioni questa volta ci sono cascato, non per la mia classe: una quinta con la quale non ho avuto nessun problema, anzi il viaggio è stato un momento di piacevole condivisione; ma per l’accoppiata con cinque seconde dell’istituto, accoppiate poiché l’ipotizzata gita a Parigi con la quinta non si è riuscito ad organizzarla con prezzi accettabili da parte degli studenti.
I colleghi accompagnatori erano perfetti, non abbiamo avuto problemi tra noi, da questo punto di vista è stato un successo.
Urbino, Frasassi e Fabriano erano le mete del viaggio.
La notte all’albergo è iniziato il solito programma: non si dorme, se si può si fuma, beve eccetera…. Nulla di grave è successo, probabilmente qualche nota e/o sospensione, qualche richiamo, ma nulla di grave.
I miei hanno passato varie orette a chiacchierare in camera fino a notte fonda, come facevo quando avevo la loro età, mi ricordo notti a casa di amici, verso la fine dell’anno, a raccontarci tutto, e a fare progetti per l’incerto futuro.
Per quanto riguarda ciò che abbiamo visto la galleria delle Marche al palazzo ducale di Urbino è stata buona, ottime le grotte e interessante il museo di Fabriano anche se gli studenti non sono apparsi particolarmente interessati; la quinta ha mimetizzato bene e si è comportata correttamente, i ragazzi di seconda a volte hanno fatto la figura dei bufali addormentati.
Ci siamo fatti una bella foto alle grotte di Frasassi e al ritorno sono andato in fondo a cantare con la mia classe.
Verso la fine un sottilissimo velo di tristezza ha pervaso i ragazzi poiché hanno realizzato che è la loro ultima gita di classe; fra poco più di un paio di mesi il loro gruppo, che per cinque anni è andato avanti, con alti e bassi, ma in ogni caso condividendo molte cose in un’età dove gli altri sono importanti, si scioglierà e ognuno andrà per la propria strada.
Finisco con un augurio a Stefania, Claudia, Diego, Eleonora, Julie, Arianna, Veronica, Drilona, Consuelo, Debora, Irene, Chiara, Filippo e naturalmente anche a Caterina, Lucia e Anna, che non erano in gita, di un bellissimo e sereno futuro e che non dimentichino questi anni, che possano rimanere amici anche fuori dalla scuola.

